Parte del progetto di ricerca si è focalizzato proprio su questo problema: quando l’origine resta ignota è necessario trovare altri modi per comprendere meglio la natura del tumore. La professoressa Chantal Pauli e il suo team dell’Ospedale universitario di Zurigo hanno analizzato dati genomici di diversi pazienti con CUP, trovando la conferma che non si tratta di una malattia omogenea. Si possono distinguere diversi sottogruppi, con caratteristiche genetiche simili a forme di tumore note.
Questo significa che, anche se non è possibile determinare clinicamente l’origine, queste sequenze genetiche forniscono importanti indizi sul comportamento di un tumore e sulle terapie che possono essere impiegate.
La professoressa Pauli, patologa, è esperta nella diagnosi della sindrome CUP; la sua esperienza è servita all’elaborazione di raccomandazioni diagnostiche aggiornate (ESMO Clinical Practice Guideline, 2023, Oncopedia Guidelines).
Organoidi tumorali: testare i farmaci su un modello
I dati genetici da soli, tuttavia, non possono rispondere alla domanda decisiva: quale medicamento è efficace?
Per saperlo, i ricercatori hanno creato dei cosiddetti organoidi tumorali di pazienti affetti da CUP. Questi modelli cellulari tridimensionali sono coltivati in laboratorio a partire da tessuto tumorale, formando numerose piccole copie del tumore. Riproducono caratteristiche importanti del tumore originale e consentono di esaminare sistematicamente diversi medicamenti.
Gli organoidi di CUP sono stati caratterizzati precisamente sotto il profilo genomico, trascrizionale e proteico e comparati con organoidi tumorali di origine conosciuta. In questo modo si è scoperto che alcuni tumori CUP presentano somiglianze con altri tumori noti, tra cui anche una certa sovrapponibilità riguardo alla risposta alle terapie. Tuttavia, i ricercatori hanno dovuto constatare che i tumori CUP sono più variati ed eterogenei, per cui sarebbe necessaria una terapia personalizzata. Questi risultati aprono la strada a una classificazione più granulare della malattia, sulla base non solo delle analisi molecolari, ma anche della risposta effettiva ai medicamenti. «CUP», infatti, sembra definire più un gruppo di tumori diversi che una diagnosi unitaria.
Inoltre, Pauli e il suo team hanno scoperto indizi della presenza di un punto debole nella riparazione del DNA di alcuni tumori CUP. Un importante meccanismo di riparazione che non funziona bene è un ottimo bersaglio per farmaci mirati specifici. Questi approcci sono già impiegati con altri tumori e in futuro potranno essere utili anche a determinati pazienti con CUP.
Importanza per i pazienti
Il progetto contribuisce a una migliore comprensione e classificazione dei CUP. Invece di affidarsi esclusivamente a una terapia standard, viene posto l’accento sulla biologia individuale del tumore.
Come prossimo passo, il gruppo di ricerca intende testare ulteriori combinazioni di medicamenti e approfondire le analisi. A lungo termine, questi approcci possono aiutare a scegliere terapie più mirate e adattarle meglio ai singoli pazienti. Indubbiamente sono necessarie ulteriori ricerche, ma questi risultati creano già una base importante per sviluppare nuove strategie di trattamento.
Numero del progetto: KFS-5270-02-2021
Il progetto è reso possibile dalla Ricerca svizzera contro il cancro in collaborazione con alcune fondazioni di sostegno. In particolare, ricordiamo Candriam, la Fondazione Isaac Dreyfus-Bernheim e la Fondazione Marie & René.