Una speranza per le persone con tumori cerebrali

Tumore cerebraleCancro in generale
Prof. Dr. med. Dr. sc. nat. Gregor Hutter, Neurochirurgische Klinik, Universitätsspital Basel
24. agosto 2026

La prognosi dei tumori cerebrali maligni è migliorata appena negli ultimi anni. Vi è quindi una forte necessità di approcci innovativi. Una nuova immunoterapia promette di allargare il ventaglio delle possibilità di trattamento.

«Quasi ogni giorno ricevo notizie di persone con tumori cerebrali che hanno esaurito le opzioni di trattamento». Il professor Gregor Hutter della clinica di neurochirurgia presso l’Ospedale universitario di Basilea ha una forte motivazione alla ricerca: «Nell’era della medicina molecolare di precisione, spero con il mio team di riuscire a migliorare in modo decisivo la vita delle persone colpite».  

I tumori cerebrali maligni sconvolgono da un giorno all’altro la vita dei pazienti e dei loro familiari. Malgrado le ricerche intensive, la prognosi di malattie come il glioblastoma o le metastasi cerebrali è migliorata solo di poco negli ultimi 20 anni. Ed è proprio questo il punto focale della ricerca di Hutter e del suo team. Il loro obiettivo è sviluppare nuovi approcci terapeutici per migliorare stabilmente le possibilità di trattamento dei pazienti.

 

Il sistema immunitario come alleato

Le ricerche di Hutter vertono sull’immunoterapia, ossia l’utilizzo mirato delle cellule immunitarie del proprio corpo contro le cellule del tumore. Questa forma di trattamento ha già dato ottimi risultati in alcuni tipi di cancro, ma finora non si è vista una svolta nei tumori cerebrali.

Pertanto, il professore e i suoi collaboratori provano a cambiare approccio: i linfociti T non sono modificati specificatamente solo per aggredire le cellule tumorali, ma anche per attivare contemporaneamente i macrofagi, ossia le cellule spazzine del sistema immunitario, presenti all’interno del tumore. «Grazie a questo duplice meccanismo d’azione confidiamo in un effetto più potente rispetto ai metodi usati finora» spiega il ricercatore.

 

Progresso rapido per dare più speranza

Negli ultimi anni questa terapia è stata sviluppata nel laboratorio di Hutter. Ora è il momento di testarla per la prima volta in uno studio clinico con pazienti affetti da glioblastoma che hanno esaurito le opzioni terapeutiche. Le cellule immunitarie sono prelevate dal sangue dei pazienti per essere modificate geneticamente in un ambiente particolarmente sterile e strettamente controllato, e successivamente sono inserite direttamente nel tumore tramite un piccolo intervento di neurochirurgia.

 

All’inizio l’esame verte sulla sicurezza del trattamento, solo in seguito sarà analizzata la sua efficacia. Per Hutter non ci sono dubbi: «C’è un urgente bisogno di nuove terapie per i tumori maligni del cervello». Per il futuro auspica che le innovazioni promettenti giungano più rapidamente ai pazienti. «Così potremo trasformare più velocemente il progresso scientifico in trattamenti migliori e in una speranza più concreta per i pazienti». 

 

Numero di progetto: KFS-5789-02-2023